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mercoledì 21 novembre 2012

SOS cani abbandonati

Sarà capitato anche a voi di imbattervi in qualche cane abbandonato?!



Cosa fare?
Come aiutarlo?
E se è ferito?

Ecco come diventare un modello per gli altri: Avvicinati all'animale con calma. Non camminare in maniera diretta verso di lui: il cane potrebbe interpretare questo gesto come una minaccia, spaventarsi e scappare o diventare aggressivo. Stai accucciato e presta attenzione ai suoi segnali: denti scoperti, ringhi, pelo irto devono metterti in guardia. Nei casi più difficili, se il cane è molto impaurito e diffidente, è meglio non avvicinarsi e far intervenire gli esperti del canile, della ASL o di una delle tante associazioni di tutela degli animali presenti in tutta Italia. Se invece si lascia avvicinare puoi rifocillarlo con un po' d'acqua e di cibo. Il cibo, spesso, è anche un ottimo modo per fare "amicizia" e per far capire all'animale che non vogliamo fargli del male.

Chiama la Polizia Locale, oppure il servizio veterinario dell'ASL, o l'Ente Protezione Animali (Enpa) o una delle associazioni di volontari che si occupano di animali abbandonati e informali del ritrovamento. Una volta che l'avranno recuperato, il cane sarà portato nel canile e rimarrà in osservazione per circa 10 giorni. Al termine dei quali, se non verrà trovato il legittimo proprietario, sarà disponibile per l'adozione.

Controlla che non abbia il tatuaggio, guardando nell'interno coscia o all'interno del padiglione auricolare (spesso è difficile da vedere).
Vuoi portarlo temporaneamente a casa?Prima di tutto è bene farlo controllare dal veterinario, anche se appare in buona salute. Il veterinario, oltre a visitarlo e ad accertarsi che l'animale non sia malato o che non abbia parassiti, può verificare anche la presenza del tatuaggio o del microchip di identificazione (con un apposito lettore) ed eventualmente risalire al proprietario, oppure ti darà tutte le informazioni necessarie per la sua cura.

Se è visibilmente ferito, magari a causa di un incidente, non somministrargli alcun farmaco (i farmaci che vanno bene per noi, non sempre vanno bene per gli animali) né cibo, né acqua, e portalo subito dal veterinario. Per evitare di peggiorare eventuali traumi o fratture appoggialo su qualcosa di rigido che faccia la funzione di una barella.

RICORDA CHE L'OMISSIONE DI SOCCORSO E' REATO!!!

Ohh, CHIHUAHUA


Un micro cane con un maxi carattere.




Cari lettori oggi vi parlerò del Chihuahua, la razza più piccola al mondo.

Di origine messicana, prende il nome dalla capitale dell’omonimo stato dove sono stati allevati i primi esemplari.
Il Chihuahua, al contrario di quanto si possa pensare, a causa della sua mole, è un cane forte, estremamente coraggioso, iperattivo e fortemente determinato. E' vivace e incline al gioco, ma allo stesso tempo sa essere un ottimo cane da compagnia e la sua tenacia fa di lui un ottimo guardiano. L'indole del cane è certamente molto dolce ed affettuosa, infatti il Chihuahua riesce a stabilire un rapporto molto intenso con il padrone. È una razza che gradisce molto la convivenza con altri esemplari di chihuahua, con cui instaura stretti rapporti regolati dalle logiche legate alla vita di branco. È un cane facile da addestrare e facile da gestire. Generalmente è un cane calmo e pacato se non disturbato, ma risente molto dello stato d'animo degli esseri umani con cui vive. È un cane molto sensibile, abitudinario ed attento, studia il proprio padrone continuamente e mette in atto vari stratagemmi per cercare di farsi viziare. Individui che abbaiano molto e ringhiano sono caratterialmente prepotenti, dominanti e iperprotettivi nei confronti di chi ne possiede uno. Questo tipo di comportamento è solitamente conseguenza di una cattiva gestione da parte del proprietario che ha consentito al proprio cane di credere di essere il capo-branco della famiglia con cui vive. 






Il chihuahua è un cane che, sin da cucciolo, va abituato a capire che le attenzioni le otterrá solo su decisione del proprio padrone, e non a richiesta. Questo modo di approcciarsi al proprio chihuahua sin da quando ha due mesi di età lo renderá un cane sereno, equilibrato, socievole e per niente aggressivo. Il prototipo del chihuahua aggressivo è dato dagli incroci avvenuti in antichità con il pincher nano (di natura aggressivo e mordace); un chihuahua di pura razza ed addestrato con un poco di fermezza si rivelerà un amico docile e calmo, ma anche molto coraggiso e determinato. Molto spesso può dimostrare un po' di voglia di indipendenza, una giusta educazione può contrastare questa sua predisposizione alla dominanza. Le passeggiate al parco e il gioco all'aperto contribuiscono a mantenerlo in forma, anche se di piccola taglia ha bisogno di molto esercizio fisico. Vive con i bambini, però deve essere rispettato e non deve essere trattato come un giocattolo.




La notorietà del Chihuahua inizia nella seconda metà dell’800, grazie all’entusiasmo dimostrato dai turisti americani che lo esportarono negli Stati Uniti, dove a partire dalla fine degli anni Cinquanta fino ad arrivare ai giorni nostri diventa una sorta di status-symbol delle star hollywoodiane. Una vera e propria moda quella del “cane da borsetta” ovviamente dettata dalle celebrità: a partire dalla mitica Marilyn Monroe, fino a Madonna, Britney Spears, Paris Hilton, Hilary Duff e la nostrana Paola Barale sono solo alcune delle star che hanno scelto questa piccola razza.




Standard del Chihuahua Classificazione: Gruppo 9: cane da compagnia. Sez. 6: chihuahua. Paese d'origine: Messico. Aspetto generale: Tipica la testa a forma di mela, il muso corto, le orecchie erette e aperte, gli occhi molto espressivi e la struttura robusta, senza debolezze o fragilità. Ne esistono due varietà: a pelo corto e a pelo lungo. Testa: La testa del Chihuahua è grande ma armoniosa rispetto al corpo, cranio a forma di mela, molto largo soprattutto tra le ossa parietali,con fronte larga e arcuata. Tipica la presenza della mallera. Il Chihuahua ha uno stop pronunciato, infossato e largo. Canna nasale corta e diritta, più ampia alla base che non in punta.Muso tronco. Tartufo leggermente appuntito e di qualsiasi colore. Caratteristica del chihuahua è la presenza di una linea immaginaria che vedendo il cane frontalmente, pone sullo stesso asse la base dell' orecchio, il centro dell' occhio e il centro dello stop. Occhi: Grandi e pieni ma non prominenti, rotondi e ben discosti tra loro. E ammesso qualsiasi tipo di colore. Orecchie: Grandi, diritte e spiegate, inserite basse, larghe alla base fino a ridursi gradatamente in una punta più o meno arrotondata. Dentatura: IL Chihuahua ha una dentatura con chiusura "a forbice" o "a tenaglia". Collo: Leggermente arcuato, di media lunghezza, sensibilmente più grosso nei maschi. Tronco: Petto molto compatto. Torace ampio e capiente, con costole ben arcuate, dorso diritto e piano con groppa al livello della spalla. Lombi ampi e obliqui, senza essere spioventi. Ventre piuttosto raccolto. Coda: Di media lunghezza, inserita molto alto alta alla base e schiacciata per poi ridursi gradualmente fino a risalirsi in punta. Arti anteriori: Spalla corta e in piano, netta e muscolosa. Scapole a 45°. Gomiti saldi e aderenti al corpo. Arti di media lunghezza diritti da i gomiti a terra, con metà carpo leggermente inclinato ma forte e fessibile. Arti posteriori: Ben muscolosi, dall' ossatura lunga moderatamente angolati alla grassella e al tarso. Garretti corti con tallone d' Achille ben sviluppato. Piedi: Piccoli con dita ben separate ma non aperte, di forma ovale (ma non "da gatto" o da "lepre"). Andatura: Passo lungo e flessibile, attento e sicuro. Buona la spinta del posteriore. Pelo:Varietà pelo corto: pelo di tessitura morbida e brillante, resta aderente al corpo. Ben distribuito su tutto il tronco, preferibilmente più lungo sul collo e la coda e più corto sulla testa e le orecchie. Varietà pelo lungo: pelo più sottile e setoso rispetto alla varietà pelo corto, indifferentemente liscio od ondulato più lungo sui piedi e sulla parte posteriore degli arti, sul treno posteriore e sulla coda; abbondante e lungo in trono al collo, dove forma un collare. Lungo sulle orecchie e più corto sulla testa, sulla fronte e la parte anteriore degli arti.Colore: Sono ammessi tutti i colori e le relative sfumature. Peso: Da 1 a 3 Kg.


mercoledì 14 novembre 2012

Primi passi con il vostro cucciolo

L'arrivo di un cucciolo è sempre un evento pieno di gioia e di trambusto. Un nuovo componente della famiglia capace di riempirci i cuori di allegria, ma capaci anche di veri e propri dispetti. 
La scarsa conoscenza delle necessità proprie del cucciolo, ci porta a collezionare una serie di errori grossolani che mettono da subito in difficoltà il suo corretto sviluppo psico-fisico.
Ed è così che pretendiamo che il cucciolo impari a fare i bisogni fuori anche se noi non siamo disposti a portarlo a spasso quanto necessario (ogni 2-3 ore durante il giorno), oppure non lo lasciamo riposare il numero di ore necessarie perché per soddisfare la nostra forte motivazione epimeletica (che ci spinge a prenderci cura di un altro essere) ce lo spupazziamo continuamente e non gli concediamo un attimo di tregua. O ancora, presi dall'ossessione dell'addestramento, cominciamo a impartirgli una serie di comandi pretendendo obbedienza. Ricordiamoci sempre e continuamente che abbiamo davanti un cucciolo, con esigenze e sensibilità particolari.
Noi non abbiamo modo di intervenire sulla base genetica che determina il comportamento e il carattere del cucciolo, né sui primi 2 mesi di vita nei quali fondamentale è il rapporto con la madre e con i fratelli, ma dal 2° al 4° mese circa è il nostro momento di intervenire. 
In questa fase critica, chiamata “periodo di socializzazione”, avvengono infatti quegli apprendimenti talvolta irreversibili che si rivelano decisivi nel determinare lo sviluppo corretto del comportamento.
Fornire perciò al cucciolo gli stimoli e gli input più idonei in questo periodo sensibile è di estrema importanza, così come lo è altrettanto evitare errori che potrebbero rendere il cucciolo ansioso, irrequieto o pauroso.
A questo serve l'educazione: a fornire al cucciolo le basi per permettergli di relazionarsi nel modo corretto con la società in cui è inserito, con le diverse tipologie di persone (uomini, donne, bambini, anziani), con gli altri cani e gli altri animali da compagnia, e di saper affrontare serenamente contesti differenti (città, campagna, parco, ristorante...). L'educazione del cucciolo va di pari passo con l'educazione del proprietario, che impara a conoscere meglio il suo amico a quattro zampe, apprende a riconoscerne i segnali e ne comprende il linguaggio, imparando a comunicare con lui nel modo più corretto. La relazione migliora incredibilmente in qualità e profondità. Spesso non si intraprende da subito un percorso di educazione più che altro perchè ne viene sottovalutata l'importanza. Pensiamo che il cane non abbia chissà quali esigenze, che tutti siamo in grado di capire quello che ci dice (la famosa frase “Gli manca la parola” lascia intendere che il cane si fa capire benissimo da solo) e che quindi non sia necessario l'intervento di un professionista per spiegarci come crescerlo. Il professionista viene spesso chiamato in causa più tardi, quando i problemi sono già comparsi e radicati.
Il percorso di educazione è innanzitutto una crescita insieme che arricchisce enormemente entrambi, creando un legame forte e un rapporto bilanciato.
L'educazione del cane è utile e necessaria per una buona e piacevole convivenza con il proprio gruppo familiare e per il suo legittimo inserimento nella società degli umani.
Così come gli umani devono sottostare ad alcune fondamentali regole comportamentali per essere accettati dalla società, così anche i cani dovrebbero, nel limite delle loro caratteristiche, adattarsi alla vita dei loro padroni.
L'educazione non è finalizzata all'umanizzazione del cane, bensì ha lo scopo di portare il cane a convivere con l'uomo, in modo da avere abitudini che non interagiscano negativamente con il mondo circostante.



I cani sono animali sociali e gerarchici, come i loro antenati lupi:questo significa che tendono a vivere in gruppo, cioè in famiglia (che funge da branco) e all'interno di questo gruppo stabiliscono una gerarchia.
Nel caso del cane che vive in famiglia, il gruppo è costituito da tutti gli elementi della stessa, per questo nella scala gerarchica tutti i membri dovrebbero essere dominanti nei confronti del cane in modo da ottenere l'obbedienza.
La regola che stabilisce chi deve occupare quale gradino in natura, è la legge del più forte non solo a livello fisico ma anche intellettivo, la legge che permette la continuazione della specie, la legge che emargina gli elementi malati o incapaci di lottare a favore dei soggetti più adatti alla conduzione del branco.
Normalmente il cane trovandosi in posizione di inferiorità rispetto all'uomo, può obbedire spinto da motivazioni differenti:

Per imposizione: quando il cane si sottomette al padrone perchè teme la sua ira e la sua violenza, fisica o morale. Esegue gli ordini malvolentieri come risposta di difesa passiva e reprime la sua volontà di ribellione solo perchè si rende conto di essere l'elemento più debole. E' la situazione tipica dei cani che, come reazione ad un sopruso, fuggono o alla peggio si rivoltano per esasperazione. E' da considerarsi la forma peggiore.
Per inibizione: il cane, in quanto inibito, accetta l'autorità senza discussioni ed indipendentemente dai meriti o dalle qualità del padrone.
Esegue gli ordini di tutti gli umani in modo approssimato con la coda fra le gambe, a volte persino strisciando. Soffre le richieste del padrone al di là dalle sue intenzioni e dal tono di voce.
Per convenienza: quando il cane, al fine di raggiungere uno scopo (premio), accetta la supremazia del padrone come mezzo per ottenere un profitto. Risponde agli ordini in modo preciso come un soldatino dimostrando gioia durante la loro esecuzione.
Dimostra partecipazione nei momenti di bisogno, rifiutando l'autorità del padrone quando questi non è necessario al suo benessere.
Per praticità: quando il cane accetta di buon grado l'autorità del padrone in quanto riconosce in lui la figura protettiva del capo branco.
In tal caso il cane esegue gli ordini diligentemente perchè così facendo risponde degnamente al suo ruolo, contribuendo a mantenere saldo l'equilibrio sociale del gruppo.
Questa è da considerarsi la forma migliore dove padrone e cane si intendono rispettandosi a vicenda.
Un cane ubbidiente è un cane che non da problemi in nessuna occasione: questo è possibile a patto che sia abituato ad ascoltare sempre il suo padrone, deve cioè obbedire sempre e in modo assoluto, in modo da essere gestibile nelle circostanze più difficili.
Un buon padrone di cane è quell'umano che si comporta come un buon padre di famiglia, è protettivo e attento alle esigenze del proprio cane, ed è in grado di educarlo con opportuna intransigenza e coerenza: se un'azione non è ammessa, bisogna che sia sempre proibita.
Facciamo un esempio: se non vogliamo che il nostro cane rubi la nostra succulenta bistecca non dobbiamo permetterglielo MAI, e sgridarlo ogni qualvolta si avvicini al nostro piatto; mantenere la coerenza è davvero molto importante, in caso contrario l'autorità del capobranco verrebbe messa in discussione, vanificando gli sforzi fatti.

Come si ottiene l'obbedienza del cane?
Le modalità con cui si può avere un cane obbediente sono generalmente due: l’autoeducazione e l’addestramento, anche se oggi viene riconosciuto come terzo metodo quello dell'educazione.
Autoeducazione
Significa propriamente che un cane si comporta in modo tale da essere premiato.
Un cane "viene autoeducato" attraverso un rinforzo positivo a seguito di un suo naturale comportamento gradito; per esempio se il cane si siede spontaneamente il padrone deve immediatamente associare a tale comportamento un gesto o una parola, (seduto), e poi un premio.
In questo modo un suono e/o un gesto verranno associati dal cane all'azione che sta compiendo, e i suoni ed i gesti generati con costanza nel tempo si trasformeranno in stimoli e, al loro riproporsi, il cane metterà in atto il comportamento corrispondete come riflesso condizionato.
AddestramentoSignifica rendere abile il cane, cioè capace di avere reazioni precise a specifiche situazioni.
Spesso sono i padroni a scegliere le reazioni che il cane deve avere, senza chiedersi se il cane è felice. In alcune occasioni e per discutibili usi il cane viene addestrato a reazioni e a comportamenti atti a soddisfare unicamente le voglie del padrone.
EducazioneSignifica correggere il comportamento di un cane, cioè renderlo in grado di reagire alle situazioni quotidiane in modo coerente e consono alla società.
L'educazione del cane lo mette in condizioni di essere inserito, ben accetto alla società e più gestibile dal proprietario.
Ad esempio se un cane passeggia educatamente in mezzo alla gente è ben accetto perciò, non creando problemi, il padrone lo porterà fuori spesso e volentieri.
Un cane ben educato mette in risalto un padrone altrettanto ben educato e rispettoso degli animali e del prossimo.

Shopping da cani


Nooooo...tranquilli, il post che sto per proporvi non sarà un'allusione all'interminabile pazienza dei vostri compagni, mariti o amici, ma allo shopping dedicato ai nostri amati amici a quattro zampe!!

Perché delle linee di abbigliamento per gli animali domestici?
I nostri animali domestici, in particolare cani e gatti, hanno subìto nel corso del tempo un'enorme evoluzione, oggi il ruolo di questi cari amici dell'uomo è ben diverso. Vivono con noi in casa e vengono considerati a tutti gli effetti componenti della famiglia con tutte le attenzioni che meritano.
Ecco quindi che sempre di più, per noi che amiamo i cani, ogni accortezza si rende necessaria per far sentire al meglio il nostro caro amico: visite accurate dal veterinario, cuccia e cuscino per il riposo, ciotole per i croccantini e l'acqua, cibi per diete ipocaloriche e ipoallergeniche, i giochi e gli accessori e l'abbigliamento per uscire riparandosi dalle intemperie, specie in inverno, e specie per i più piccoli e delicati, è necessario coprirli per evitare che prendano raffreddori e in estate invece possono indossare cappellini e magliette.


Domanda di rito: qual è il limite a tutto questo agghindare?!
Gli indumenti per cani potrebbero servire ai cuccioli, agli anzianotti ed ai cani a pelo raso, ma spesso sono utilizzati a sproposito per soddisfare i desideri del proprietario. Un desiderio di vanità che, il più delle volte mina la dignità dei nostri amici. Esempi come questi:






martedì 13 novembre 2012

Welcome...



Cari amici benvenuti nel mio piccolo blog!

Un piccolo spazio dedicato ai nostri adorati cuccioli, anche se un po' cresciuti!!




Qui troverete notizie di ogni genere, dalle nozioni base di addestramento allo shopping più trendy, dalla segnalazione di cani scomparsi o randagi ai concorsi di bellezza, dalla normativa italiana sugli animali a tanto, tanto altro...

Stay tuned!!!